Ero milanese, con la vita frenetica che solo Milano sa offrire. Mai avrei pensato di abbandonare la mia città, la mia routine, il mio mondo. Eppure, il destino, o forse un capriccio, mi ha portato altrove. Tutto è iniziato con un viaggio, un'esplorazione dei castelli della Loira. Tra le maestose dimore, i castelli imponenti, ne ho scovato uno più modesto, Montpoupon. Scherzando, ho detto a me stessa: "Chiamerò così la mia casa di campagna!".
L'anno seguente, il Portogallo mi ha stregato. Passeggiando per le stradine di Lisbona, ho scoperto le azulejos, le tipiche piastrelle decorate. Ho comprato un set con il nome "MONPOUPON", dimenticando la "T", perché in francese non si pronunciava e non ricordavo esattamente come fosse scritto. Un piccolo errore, un dettaglio insignificante, pensavo.
Anni dopo, la vita mi ha riservato una sorpresa. Un casale sui colli piacentini, un luogo incantevole, un sogno che diventava realtà. E, senza esitazione, ho chiamato quella casa "Monpoupon". Un nome che racchiudeva un viaggio, un ricordo, un amore per la bellezza e la semplicità. Un nome che mi ricordava che a volte, la felicità si trova nei luoghi più inaspettati, in un castello modesto, in una piastrella dimenticata, in una casa che diventa il tuo rifugio.